2026 Nuova presidenza, nuova fase: Fenice Verde 2.0

Lavoriamo sul prima e sul dopo il fuoco.

Dal 2023 abbiamo acceso i riflettori sul catasto incendi, studiato quindici anni di dati satellitari e costruito il primo Osservatorio Incendi della Sicilia. Ora passiamo dalle idee ai cantieri: terreni comunali che tornano bosco.

Incendio in corso? Chiama subito il 112, il 115 o il 1515 — oppure segnala a fuoco spento sull’Osservatorio .

Il fuoco dura un’estate. Il nostro lavoro, dodici mesi.

Come si distribuisce l’anno di Fenice Verde

Scorri di lato per vedere tutto l’anno.

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ott
nov
dic
Stagione a rischio
l’estate degli incendi
Prevenzione
Segnalazioni dei cittadini
Catasto incendi
31 luglio: scadenza per i Comuni
verifica delle aree bruciate
Radice Verde
impianti con le piogge
prime piogge
Cure ai nuovi boschi
irrigazioni di soccorso
Monitoraggio
31 marzo: relazione pubblica
conta delle piante vive
Scuole e uscite
Un Solo Bosco, Un Solo Futuro
nuovo anno scolastico
  1. InvernoGen–feb: impianti di Radice Verde con le piogge; conta delle piante vive; uscite con le scuole.
  2. PrimaveraMar–mag: 31 marzo relazione pubblica; sfalcio e fasce pulite; semina e germoplasma.
  3. EstateGiu–ago: stagione a rischio, 31 luglio scadenza catasto per i Comuni, verifica satellitare delle aree bruciate.
  4. AutunnoSet–nov: prime piogge e nuovi impianti; nuovo anno scolastico; monitoraggio.

Periodi indicativi per costa e collina, dal nostro Vademecum tecnico. In montagna si pianta a fine inverno.

Foto: Lago Maulazzo, Nebrodi — Davide Mauro, CC BY-SA 4.0 · faggeta del Bosco della Tassita, Nebrodi — Davide Mauro, CC BY-SA 4.0 · Pineta Ragabo, Etna — Giglio Domenico Mirko, CC BY-SA 4.0 (Wikimedia Commons — immagine illustrativa)

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Comuni siciliani commissariati nel 2026 per non aver aggiornato il catasto incendi.

Un’area bruciata che nessuno censisce resta disponibile.

Dopo un incendio la legge blocca per anni ciò che potrebbe rendere conveniente appiccarlo: niente nuove costruzioni per dieci anni, niente cambi di destinazione d’uso per quindici, niente pascolo né caccia sui boschi bruciati. Ma i divieti valgono solo se il Comune iscrive l’area nel catasto incendi.

Lo denunciamo dal 2024, con dati, articoli e lettere ai Sindaci. Nel 2026 la Regione ha dovuto commissariare più di un terzo dei Comuni siciliani.

Senza catasto, chi appicca il fuoco sa che l’area resterà disponibile.

Fonte: provvedimento regionale di nomina dei commissari ad acta (2026), riportato dal Quotidiano di Sicilia.

Foto: pineta su colata lavica, Etna — gnuckx, CC BY 2.0 (Wikimedia Commons — immagine illustrativa)

Radice Verde

Un’idea che diventa cantiere

Usare semi e piante di origine locale per guidare la rinascita delle aree bruciate, una tappa alla volta, dalla prateria al bosco: è il metodo che studiamo dai primi anni dell’associazione.

Oggi, con la convenzione quadro che proponiamo ai Comuni, diventa Radice Verde: terreni comunali affidati per decenni, progetti firmati da tecnici abilitati, cinque anni di cure, risultati pubblici.

Fin qui

Pubblichiamo solo numeri che possiamo documentare.

42soci a un anno dalla nascita, settembre 2024
13servizi e articoli su di noi, da Repubblica a RAI 3
2Comuni pilota sul catasto: Carlentini e San Mauro Castelverde
200frassini a dimora a Pollina, con tecnici francesi

Prima di chiedere, misuriamo

Nel 2024 abbiamo chiesto a Copernicus i dati italiani sugli incendi dal 2009. Il risultato è uno studio che abbiamo portato in Consiglio comunale, nelle piazze e sui giornali.

  • Più incendi ogni anno. In Sicilia i roghi rilevati dal satellite sono passati da 212 nel 2019 a 653 nel 2023.
  • Orari sospetti. Oltre al picco atteso a metà giornata, ci sono picchi alle 20 e tra mezzanotte e le 2. Gli incendi partiti tra le 20 e le 21 durano in media il 50% in più.
Tutti gli studi
Incendi rilevati in Sicilia da EFFIS (Copernicus), monitoraggio annuale. Elaborazione Fenice Verde, 2024. Non sono visibili i roghi sotto i 3 ettari: il dato reale è più alto.

Tre cose che facciamo, in tutta la Sicilia

Le offriamo ai Comuni con un’unica convenzione. Il Comune sceglie quali attivare.

Catasto e prevenzione

Affianchiamo gli uffici comunali nel censire le aree bruciate: verifiche satellitari, osservazioni dei cittadini ordinate e georiferite, un canale di segnalazione sull’Osservatorio Incendi.

Il catasto incendi

Radice Verde

Riportiamo a bosco terreni comunali incolti o bruciati, con specie autoctone di provenienza locale, cinque anni di cure e risultati misurati e pubblicati.

Il programma

Formazione

«Un Solo Bosco, Un Solo Futuro» nelle scuole, il corso sull’ecologia degli incendi, le uscite sul campo dove la natura sta rinascendo.

Scuole e corsi

Cosa puoi fare tu

«Il super potere degli esseri umani è lavorare insieme per cambiare il mondo.» Scegli in base al tempo che hai.

  • Diventa socio

    15 € l’anno. Voti in assemblea e sei parte delle scelte: la quota sostiene il catasto, Radice Verde e le scuole.

    Iscriviti
  • Scrivi al tuo Sindaco

    Chiedi se il catasto incendi del tuo Comune è aggiornato. La lettera è pronta: aggiungi il nome del Comune e la tua firma.

    Apri la lettera
  • Dona all’associazione

    Sostieni il lavoro che non si vede: dati, supporto ai Comuni, scuole, assicurazione dei volontari.

    Dona

Altri tre modi per esserci — segnalare un’area bruciata, finanziare un cantiere, camminare con noi — sono nella pagina Sostieni.

Lavori con un’istituzione?

Sei un Comune

Supporto gratuito al catasto incendi, Radice Verde sui terreni comunali, educazione nelle scuole. Nessun corrispettivo: lavoro volontario e, se previsto, rimborso delle sole spese documentate.

La proposta ai Comuni

Sei una scuola

Moduli di 4–6 ore per le secondarie, con uscite sul campo, citizen science e gemellaggi con classi europee.

Il percorso per le classi

Sei un’azienda o una fondazione

Cofinanzia un lotto di Radice Verde, porta i dipendenti a una giornata di impianto, sostieni l’Osservatorio. Rendicontiamo per progetto.

Collabora con noi

Foto: Riserva di Monte Genuardo — Davide Mauro, CC BY-SA 4.0 (Wikimedia Commons — immagine illustrativa)

Home / Storia

Tre anni contro il fuoco, e il capitolo che si apre

Fenice Verde nasce da poche persone e da un’idea semplice: gli incendi in Sicilia non sono una fatalità, e quello che ha una causa umana si può combattere.

Foto: faggeta del Bosco della Tassita, Nebrodi — Davide Mauro, CC BY-SA 4.0 (Wikimedia Commons — immagine illustrativa)

Tre anni, undici passi

Da una conversazione ad Amsterdam a una convenzione con i Comuni siciliani. Il percorso che ci ha portato qui.

2023
marzo

Un’idea nata ad Amsterdam

Al lancio del progetto europeo LiFi sugli incendi un primo gruppo decide: serve una risposta anche in Sicilia.

2023
settembre

Nasce Fenice Verde

Ecologi, geologi, botanici, zoologi, giuristi e comunicatori in un’unica associazione.

2024
luglio

Quindici anni di incendi, letti dal satellite

Chiediamo i dati a Copernicus e scopriamo lo «strano caso Sicilia».

2024
luglio

Scrivi al Sindaco

Parte la campagna sul catasto incendi. Ne scrivono Repubblica e il Quotidiano di Sicilia.

2024
settembre

42 soci e il Comune di Palermo

Incontriamo la Terza Commissione consiliare e l’assessore alle politiche ambientali.

2024
novembre

Il corso sull’ecologia degli incendi

Dieci moduli, venti ore, sette docenti tra ecologi, geologi, naturalisti e giuristi.

2025
primavera

Nasce l’Osservatorio Incendi

Il primo in Sicilia, con il Sicily Environment Fund e il patrocinio della Regione.

2025
maggio

200 frassini a Pollina

Un gemellaggio con tecnici francesi: alberi a dimora e viali tagliafuoco. Il servizio va su RAI 3.

2025
luglio

In piazza davanti a Palazzo d’Orléans

Con decine di organizzazioni chiediamo una strategia coordinata contro gli incendi dolosi.

2026
aprile

Fenice Verde 2.0

Congresso rifondativo: Marco Miceli presidente, un Direttivo di cinque persone.

2026
ottobre

Dai progetti ai cantieri

La convenzione con i Comuni e Radice Verde: i terreni comunali tornano bosco.

Come è cominciata

Immagine illustrativa: Riserva di Monte Genuardo — foto Davide Mauro, CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons.

Tutto parte da una conversazione ad Amsterdam, al lancio di LiFi, Living with Wildfires, il progetto di ricerca della professoressa Ayşem Mert dell’Università di Stoccolma sulle comunità che convivono con i grandi incendi. Da lì il passo è breve: serviva una risposta anche in Sicilia.

Nel marzo 2023 Emiliano Farinella, Martina Oddo e Giovanni Tarantino cominciano a lavorare a una rete contro gli incendi. A settembre nasce ufficialmente Fenice Verde e il gruppo si allarga a competenze che ancora oggi ci definiscono.

Le idee erano chiare fin dall’inizio: partire da evidenze scientifiche, analizzare i dati, collaborare con le istituzioni per renderle più efficaci, coinvolgere le comunità già attive, lasciare a chi verrà una Sicilia migliore di quella che abbiamo ereditato.

Con loro, nel 2023, sono entrati:

  • Giuseppe Firemigeologo
  • Marco Giordanobotanico
  • Ettore Zaffutozoologo e ornitologo
  • Fabio Punziavvocato, diritto ambientale
  • Rosalia Bivonadidattica
  • Roberta Lojaconocomunicazione
  • Antonio La Barbagestione dei progetti

La nostra storia, anno per anno

2023

  1. marzo

    Il primo gruppo

    Un piccolo gruppo di scienziati e cittadini comincia a studiare il fenomeno degli incendi in Sicilia e a cercare alleati.

  2. settembre

    Nasce Fenice Verde

    Si costituisce l’associazione. Il nome viene dall’uccello che rinasce dalle sue ceneri: è quello che sa fare la natura mediterranea, se le si dà tempo.

  3. ottobre

    La prima volta sui giornali

    PalermoToday scrive di noi. È l’inizio di una presenza costante sui media.

2024

  1. marzo

    Monte Inici

    Nella notte tra il 9 e il 10 marzo brucia la montagna sopra Castellammare del Golfo. Raccontiamo il sospetto legato alla raccolta degli asparagi selvatici, e perché la legge vieta per tre anni la raccolta nel sottobosco delle aree bruciate.

  2. giugno e luglio

    La campagna sul catasto incendi

    Analizziamo i ritardi dei Comuni e lanciamo «Scrivi al Sindaco». Collaboriamo con il Quotidiano di Sicilia sui commissariamenti e ne scrive due volte la Repubblica.

  3. 23 luglio

    «15 anni di incendi in Italia e lo strano caso Sicilia»

    Il nostro studio sui dati satellitari Copernicus dal 2009 al 2024: la Sicilia brucia di più, più spesso e in tutte le stagioni.

  4. settembre

    42 soci e il Comune di Palermo

    Festeggiamo i primi 42 associati. Il 12 settembre incontriamo la Terza Commissione del Consiglio comunale di Palermo, il 5 ottobre l’assessore alle politiche ambientali Piero Alongi.

  5. ottobre

    Dal territorio ai media nazionali

    A San Vito Lo Capo parliamo di catasto incendi alla proiezione di «Terra Nera». A San Mauro Castelverde due giorni di ecoturismo tra gli ulivi delle Madonie. Il 31 ottobre ne scrive Irpimedia, il giorno dopo ne parla Rai Play Sound.

  6. novembre e dicembre

    Il corso «L’ecologia degli incendi»

    Dieci moduli online, venti ore, sette docenti. A novembre siamo anche all’Università di Palermo con il Dipartimento di Scienze agrarie, alimentari e forestali, e a Bosco Scorace con RIFAI Sicilia.

2025

  1. primavera

    L’Osservatorio Incendi

    Nasce il primo osservatorio civico sugli incendi in Sicilia, finanziato dal Sicily Environment Fund, con il patrocinio dell’Assessorato regionale del Territorio e dell’Ambiente e della Protezione civile regionale. Entra nelle reti europee EU-Citizen.Science e CitiObs.

  2. 13 maggio

    200 frassini a Pollina

    Con Sicily Events e un gruppo di tecnici francesi mettiamo a dimora 200 frassini e prepariamo i viali tagliafuoco. Il servizio va in onda su RAI 3.

  3. 17 maggio

    Una rete per tutta la Sicilia

    All’Incontro regionale per un coordinamento antincendio, associazioni e gruppi da tutta l’isola individuano nell’Osservatorio il proprio punto di riferimento.

  4. 2025

    Due Comuni pilota

    Carlentini e San Mauro Castelverde pubblicano i catasti provvisori con cartografia digitale e osservazioni online, con il nostro supporto.

  5. 31 luglio

    In piazza davanti a Palazzo d’Orléans

    Con Isola Fenice, il Coordinamento Operativo Volontariato e decine di organizzazioni portiamo davanti alla sede del Governo regionale la richiesta di una strategia coordinata contro gli incendi dolosi.

  6. ottobre e novembre

    Incontri e cammini

    Ai Cantieri Culturali alla Zisa con Legambiente Sicilia e Drin Drin Sicilia, a San Martino delle Scale sulle tracce dell’incendio del 2023, a «Un’anticchia di COP30» con Palma Nana, a Caltagirone con il comitato Dopo il Fuoco.

2026

  1. 11 aprile

    Fenice Verde 2.0

    Il congresso rifondativo elegge Marco Miceli presidente e allarga il Direttivo a cinque persone. Le priorità: citizen science e Osservatorio, una spinta legislativa dall’emergenza alla prevenzione con FireFree, la resilienza dei territori con la riforestazione.

  2. 12 aprile

    Sentieri di Rinascita

    In Valle Gamisia, a San Martino delle Scale, con le guide di Effetto Outdoor: un cammino nella natura che riprende dopo il fuoco.

  3. ottobre

    Dai progetti ai cantieri

    Proponiamo ai Comuni siciliani una convenzione quadro su catasto, riforestazione ed educazione. Il Comitato Tecnico Scientifico pubblica il Vademecum per la forestazione. Nasce Radice Verde.

Compagni di strada

Non abbiamo fatto niente da soli. Queste sono alcune delle realtà con cui abbiamo lavorato in questi anni.

  • Sicily Environment Fund
  • Isola Fenice
  • Basta Incendi
  • COV Sicilia
  • INSFO PC
  • Legambiente Sicilia
  • Drin Drin Sicilia
  • Palma Nana
  • RIFAI Sicilia
  • Sicily Events
  • Effetto Outdoor
  • FederEscursionismo Sicilia
  • Università di Palermo, Dipartimento SAAF
  • Liberi Oltre le Illusioni
  • Comitato Dopo il Fuoco Caltagirone
  • Coordinamento Siciliano Contro gli Incendi
  • EU-Citizen.Science
  • CitiObs

Home / Studi

Studi e ricerche

Prima di chiedere qualcosa alle istituzioni, misuriamo. Qui trovi il lavoro di analisi che sta dietro le nostre campagne e i nostri progetti.

Foto: Bosco di Santo Pietro — Davide Mauro, CC BY-SA 4.0 (Wikimedia Commons — immagine illustrativa)

Luglio 2024. Emiliano Farinella con il gruppo di Fenice Verde

15 anni di incendi in Italia e lo strano caso Sicilia

Il Rapporto europeo sullo stato del clima 2023 mostrava una cosa sorprendente: a parità di clima, le aree bruciate seguono i confini amministrativi. Portogallo e Spagna, Sicilia e Puglia, Grecia e Turchia. Il fuoco non dipende solo dal meteo, ma da come si governa il territorio.

Abbiamo chiesto a Copernicus i dati italiani dal 2009 all’aprile 2024 e li abbiamo analizzati.

  • Più roghi, ogni anno. Da quando il monitoraggio copre tutto l’anno, gli incendi rilevati in Sicilia passano da 212 nel 2019 a 653 nel 2023: più di ogni altra regione italiana.
  • Gli orari che non tornano. Il picco a metà giornata è atteso. Quelli alle 20 e tra mezzanotte e le 2 no: sono difficili da spiegare con cause naturali o accidentali.
  • Il fuoco a fine turno. Gli incendi partiti tra le 20 e le 21 durano in media il 50% in più di quelli di mezzogiorno.
  • Anche dove dovrebbe essere protetto. Tra il 10 e il 25% della superficie bruciata ogni anno ricade in aree Natura 2000.

I limiti, detti chiaramente

Fino al 2016 i satelliti monitoravano solo l’estate, e non vedono gli incendi sotto i 3 ettari. In un paesaggio frammentato come quello siciliano anche quelli distruggono interi ecosistemi. I nostri numeri sono quindi una sottostima.

Leggi lo studio completo

Luglio 2024. Emiliano Farinella, Martina Oddo, Fabio Punzi

Catasto incendi: la catena dei ritardi

Nel 2024 il Sistema informativo forestale regionale pubblica la cartografia delle aree bruciate il 16 febbraio. La Regione lo comunica il 2 aprile. I nostri tecnici calcolano che, partendo subito, i Comuni avrebbero potuto aggiornare il catasto già a inizio giugno. A luglio lo avevano fatto in pochissimi.

Intanto i Comuni inadempienti per il 2022 venivano commissariati solo a maggio 2024. Con i vincoli non applicati, le aree bruciate l’anno prima restavano senza protezione proprio all’inizio della nuova stagione degli incendi.

Da questa analisi nascono la campagna «Scrivi al Sindaco», la collaborazione con il Quotidiano di Sicilia e, oggi, l’offerta di supporto gratuito ai Comuni.

Il catasto incendi oggi

2024. Martina Oddo, ecologa

Germoplasma locale e successione vegetale

Lo studio che ha posto le basi scientifiche di Radice Verde: come guidare la rinascita delle aree bruciate verso ecosistemi resilienti e ricchi di biodiversità, usando semi, bulbi e talee di popolazioni locali e rispettando l’ordine naturale della successione.

Ottobre 2026. Comitato Tecnico Scientifico

Vademecum tecnico per la forestazione e la rinaturazione in Sicilia

Le regole con cui progettiamo, piantiamo, curiamo e misuriamo: indagini preliminari, scelta delle specie autoctone per fascia e substrato, impianti meno vulnerabili al fuoco, cinque anni di cure, indicatori pubblici. È l’allegato tecnico della convenzione con i Comuni.

2026. Fenice Verde

Il catasto degli incendi boschivi in Sicilia: nota normativa

Legge nazionale 353/2000, legge regionale 16/1996, atti comunali: il quadro a tre livelli, le scadenze dell’anno e il ruolo che possono avere i cittadini.

Home / Radice Verde

Radice Verde

Il programma con cui Fenice Verde riporta il bosco sui terreni comunali bruciati o abbandonati. Nasce dal lavoro scientifico dei nostri primi anni e diventa concreto con la convenzione quadro che proponiamo ai Comuni siciliani.

Foto: Riserva di Monte Genuardo — Davide Mauro, CC BY-SA 4.0 (Wikimedia Commons — immagine illustrativa)

Radice Verde in cinque punti

  1. Terreni comunali in comodato d’uso gratuito fino a trent’anni o in concessione.
  2. Progetto firmato da un agronomo o forestale, parere del Comitato Tecnico Scientifico, approvazione del Comune.
  3. Piantine di provenienza locale certificata e semina di ghiande e semi raccolti sul posto.
  4. Il bosco ricostruito nel giusto ordine, dalle piante pioniere agli alberi, insieme alle comunità del territorio.
  5. Cinque anni di cure, monitoraggio pubblico, finanziamento dedicato su Roots.

Il metodo di Radice Verde nasce dal lavoro dell’ecologa Martina Oddo, tra i fondatori dell’associazione.

Tre idee che ci guidano

Semi del posto

Ogni popolazione di piante ha un corredo genetico adattato al suo territorio: le piante siciliane reggono meglio caldo e siccità di quelle del nord, quelle del Palermitano si sono adattate al calcare, quelle del Catanese al suolo vulcanico.

L’immagine della slitta

Usare piante non locali è come far tirare una slitta ai dalmata invece che agli husky: all’inizio si parte, ma non si arriva lontano.

Prima il suolo, poi il bosco

Dopo un incendio la natura riparte per tappe: prateria, gariga, macchia, bosco. Le piante basse proteggono e nutrono il terreno, poi arrivano gli arbusti, poi gli alberi. Noi aiutiamo questa sequenza, non la saltiamo.

Le pioniere come la ginestra restano all’interno dei nuclei, lontano da strade e confini: arricchiscono il suolo, ma bruciano facilmente.

Resilienza, non solo resistenza

Un ecosistema resistente sopporta i colpi. Uno resiliente, se va al tappeto, si rialza da solo. È questo che cerchiamo: boschi che dopo un incendio sanno riprendersi.

L’immagine del pugile

Chi non va a terra è resistente. Chi cade e torna a combattere è resiliente.

Le regole che seguiamo

Dal Vademecum tecnico del nostro Comitato Tecnico Scientifico.

Dopo un incendio non si pianta subito

Molte specie mediterranee ricacciano da sole: leccio, sughera, lentisco, corbezzolo. Aspettiamo almeno la primavera successiva, mappiamo la ripresa e piantiamo solo dove la natura non ce la fa.

Solo specie autoctone, di provenienza locale

Querce, orniello, carrubo, olivastro, lentisco, mirto, scelti per quota, suolo e clima del sito. Niente eucalipti, conifere o specie invasive nei nuovi impianti.

Nuclei misti, mai in fila

Alberi al centro e arbusti attorno: gli arbusti fanno ombra alle giovani querce e le proteggono dagli animali. Le file regolari diventano strisce continue di combustibile.

Boschi progettati per resistere al fuoco

Spazi aperti tra i nuclei, specie poco infiammabili ai margini, fasce a ridotta biomassa lungo strade e confini, accessi per i mezzi antincendio.

Cinque anni di cure

In Sicilia le giovani piante muoiono soprattutto di sete. Nei primi anni facciamo irrigazioni di soccorso d’estate e sostituiamo le piante che non ce l’hanno fatta.

Risultati misurati, senza gonfiarli

Aree di saggio permanenti, foto dagli stessi punti, relazione annuale pubblica. Non dichiariamo tonnellate di CO₂ se non sono calcolate con metodi riconosciuti e verificati.

Il percorso di un lotto

  1. Scelta delle aree

    Con il Comune: particelle, vincoli, storia degli incendi.

  2. Indagini

    Suolo, vegetazione presente, rinnovazione naturale, specie invasive.

  3. Progetto

    Firmato da un tecnico abilitato, con il parere del CTS, approvato dal Comune.

  4. Impianto

    Nella stagione delle piogge, con volontari e partner. Verbale georeferenziato.

  5. Cure

    Per almeno cinque anni, con un registro di ogni intervento.

  6. Monitoraggio

    Relazione tecnica annuale, pubblicata.

Terreni comunali che tornano bosco

Chiediamo ai Comuni ettari incolti, degradati o bruciati, e partiamo da un lotto pilota di 2–3 ettari. Ogni lotto parte solo quando abbiamo le risorse e i volontari per curarlo cinque anni: non lasciamo piantine a morire alla prima estate.

Attorno a ogni area costruiamo una rete: associazioni del territorio, scout, sezioni CAI, volontariato di protezione civile, aziende agricole. Le giornate di impianto sono aperte a cittadini, scuole e imprese.

Il primo passo lo abbiamo fatto a Pollina, nel maggio 2025: 200 frassini e i viali tagliafuoco, con i tecnici francesi del gemellaggio.

Immagine illustrativa: Riserva di Monte Genuardo — foto Davide Mauro, CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons.

Finanzia Radice Verde

Radice Verde si sostiene su Roots, la piattaforma con cui finanzi piante e cure nei cantieri e ne segui la crescita. Contribuiscono anche fondazioni, aziende e bandi pubblici.

Sulle aree bruciate da meno di cinque anni la legge vieta di rimboschire con fondi pubblici, salvo autorizzazione. Con risorse private si può intervenire anche lì, quando il progetto lo prevede.

Home / Catasto e prevenzione

Perché un bosco bruciato resti un bosco

Il catasto incendi è l’elenco delle aree percorse dal fuoco che ogni Comune deve tenere aggiornato. È uno strumento poco conosciuto e decisivo: rende applicabili i divieti che tolgono convenienza a chi appicca il fuoco. È la nostra battaglia dal 2024.

Foto: incendio della Sughereta di Niscemi, 24 luglio 2025 — Gianfrancodp, CC BY-SA 4.0 (Wikimedia Commons — immagine illustrativa)

Cosa vieta la legge sulle aree bruciate

Art. 10 della legge 353/2000, modificato dal D.L. 120/2021. In Sicilia lo recepisce l’art. 37 della L.R. 16/1996, che fissa al 31 luglio il termine annuale per aggiornare il catasto.

15 anni
Vietato cambiare la destinazione d’uso. Il vincolo va scritto negli atti di compravendita, pena la nullità.
10 anni
Vietato costruire edifici e infrastrutture per insediamenti civili e attività produttive. Vietati pascolo e caccia sui boschi bruciati.
5 anni
Vietati rimboschimento e ingegneria ambientale con fondi pubblici, salvo autorizzazione.
3 anni
Vietata la raccolta dei prodotti del sottobosco.

Come si aggiorna il catasto, e dove entriamo noi

Il procedimento resta del Comune. Noi rendiamo più rapido e più completo il lavoro degli uffici.

  1. Rilievo

    Il Corpo forestale della Regione perimetra l’area bruciata.

    Noi: verifica satellitare delle superfici (Copernicus, EFFIS, NASA FIRMS)
  2. Elenco provvisorio

    L’ufficio tecnico associa le superfici alle particelle catastali.

    Noi: perimetri in formato GIS pronti per l’ufficio
  3. Osservazioni

    L’elenco resta 30 giorni all’albo pretorio: chiunque può presentare osservazioni.

    Noi: osservazioni dei cittadini, ordinate e georiferite
  4. Istruttoria

    Entro 60 giorni il Comune valuta le osservazioni e definisce i perimetri.

  5. Approvazione

    La delibera rende i vincoli opponibili. In Sicilia l’aggiornamento va fatto entro il 31 luglio.

Dal 2021 gli aggiornamenti vanno pubblicati sul sito del Comune appena noti, con applicazione immediata e provvisoria dei vincoli. I nostri dati sono un supporto tecnico: non sostituiscono i rilievi del Corpo forestale.

L’Osservatorio Incendi

Il primo osservatorio civico sugli incendi in Sicilia, nato nel 2025 con il Sicily Environment Fund. Unisce le segnalazioni dei cittadini ai dati satellitari e serve a tre cose: non perdere nessuna area bruciata, dare agli uffici comunali dati ordinati, mostrare a tutti come sta il territorio.

Mappa anche le associazioni e i gruppi che si battono contro gli incendi: è il punto di riferimento della rete nata all’Incontro regionale del maggio 2025. Fa parte delle reti europee EU-Citizen.Science e CitiObs.

Apri l’Osservatorio

Se vedi un incendio

  1. Chiama subito il 112, il 115 (Vigili del fuoco) o il 1515 (Corpo forestale). Indica il luogo nel modo più preciso possibile.
  2. Allontanati dal fumo e dal fronte del fuoco. Non provare a spegnerlo da solo.
  3. A fuoco spento, segnala l’area sull’Osservatorio: posizione, data, una foto. Aiuterà il Comune a censirla.

L’Osservatorio non è un numero di emergenza e non sostituisce le autorità.

Dal 2024, una campagna che ha fatto strada

Nell’estate 2024 abbiamo ricostruito i ritardi dei Comuni sul catasto e lanciato «Scrivi al Sindaco». Il Quotidiano di Sicilia ha raccontato con noi i commissariamenti, la Repubblica ne ha scritto due volte, RAI 3 e Rai Play Sound hanno ripreso il tema.

A settembre e ottobre 2024 lo abbiamo portato alla Terza Commissione del Consiglio comunale di Palermo e all’assessore alle politiche ambientali. Nel 2025 Carlentini e San Mauro Castelverde hanno pubblicato i catasti provvisori con cartografia digitale e osservazioni online, con il nostro supporto.

Oggi offriamo lo stesso supporto a tutti i Comuni siciliani, con una convenzione.

La proposta ai Comuni Lo studio sui ritardi

Scrivi al tuo Sindaco

Una lettera di un cittadino ricorda al Comune che il catasto interessa a qualcuno. Copiala, completa le parti tra parentesi e inviala alla PEC del tuo Comune o all’ufficio protocollo.

Compila la lettera

Scrivi i tuoi dati: la lettera qui sotto si aggiorna da sola. Poi copiala e inviala via PEC o email al protocollo del tuo Comune (l’indirizzo è sul sito istituzionale o su indicepa.gov.it).

Oggetto: aggiornamento del catasto delle aree percorse dal fuoco (art. 10 L. 353/2000 e art. 37 L.R. 16/1996) Gentile Sindaco, sono [nome e cognome], residente a [Comune]. Le scrivo per sapere se il catasto delle aree percorse dal fuoco del nostro Comune è aggiornato con gli incendi del [anno] e dove posso consultarlo. La legge chiede ai Comuni di aggiornarlo ogni anno, in Sicilia entro il 31 luglio. Solo le aree censite sono protette dai divieti previsti: niente nuove costruzioni per dieci anni, nessun cambio di destinazione d’uso per quindici. Un catasto aggiornato protegge il territorio e toglie a chi appicca il fuoco ogni convenienza. Le chiedo inoltre di pubblicare gli aggiornamenti in una sezione dedicata del sito istituzionale, come previsto dal D.L. 120/2021, e di valutare il supporto tecnico gratuito che l’associazione Fenice Verde APS offre ai Comuni (feniceverde.org). Resto in attesa di un cortese riscontro. [nome e cognome] [email o recapito]

Dove trovo la PEC del Comune?

Sul sito istituzionale, in fondo alla pagina, oppure su indicepa.gov.it cercando il nome del Comune.

E se non risponde?

Puoi chiedere gli stessi dati con un accesso civico generalizzato: non serve motivarlo e il Comune deve rispondere entro 30 giorni. Se ci scrivi, ti aiutiamo a prepararlo.

Facci sapere com’è andata

Raccogliamo le risposte dei Comuni per capire dove il catasto manca e dove offrire supporto. Inoltra la risposta a info@feniceverde.org.

Home / Formazione

Capire il fuoco per difendere la Sicilia

Dalle classi delle scuole medie alle guide escursionistiche: da tre anni portiamo l’ecologia degli incendi a chi può cambiare le cose, e poi usciamo a guardare dove la natura sta rinascendo.

Foto: Bosco della Contessa, Etna — Davide Mauro, CC BY-SA 4.0 (Wikimedia Commons — immagine illustrativa)

Un Solo Bosco, Un Solo Futuro

Il percorso per le scuole secondarie di primo e secondo grado. Sei moduli autonomi di 4–6 ore, collegati all’educazione civica, con uscite sul campo, citizen science e gemellaggi digitali con classi europee.

Dove è attiva Radice Verde, l’area comunale diventa un’aula all’aperto: una classe può adottarla e seguirla negli anni. I materiali sono pubblicati con licenza aperta CC BY 4.0.

  • Il bosco che brucia. Perché la Sicilia brucia, chi appicca il fuoco, cosa dice la legge.
  • Dopo il fuoco: la terra che si rialza. Come rinasce un bosco mediterraneo, e quando ha bisogno di aiuto.
  • Viali tagliafuoco e prevenzione. Cosa si fa prima dell’estate, e cosa può fare ognuno di noi.
  • Servizi ecosistemici e biodiversità. Acqua, suolo, ombra, specie: cosa ci dà un bosco che non vediamo.
  • Cittadini del clima. Dati pubblici, catasto, lettere ai Comuni: la partecipazione come competenza.
  • Un bosco, tanti paesi. Gemellaggi digitali con classi europee che vivono lo stesso problema.

Il corso «L’ecologia degli incendi»

Prima edizione: novembre e dicembre 2024. Dieci moduli online, venti ore, una presentazione finale basata su un progetto di escursione. Nato per le guide escursionistiche certificate, aperto poi ad appassionati e curiosi.

Cosa si impara

  • Tipi di incendi e cause. La classificazione tecnica ed ecologica, le cause potenziali, la normativa.
  • Fuoco, rocce e suolo. Stabilità dei versanti, falde, erosione, fertilità, microclima.
  • Fuoco e vegetazione. Piante pirofite, specie indicatrici, successioni secondarie.
  • Fuoco e fauna. Habitat frammentati, specie più vulnerabili, tane e tracce.
  • Servizi ecosistemici. Cosa perdono le città e le persone quando brucia un versante.
  • Ecoansia. Le ricadute psicologiche dei disastri ambientali sulle comunità.

Chi ha insegnato

  • Martina Oddoecologa e biogeografa, PhD in chimica agraria
  • Giuseppe Firemigeologo, idrogeologia e sistemazioni idraulico-forestali
  • Marco Giordanonaturalista, geobotanica del Mediterraneo
  • Ettore Zaffutoornitologo e guida naturalistica
  • Fabio Punziavvocato, prevenzione degli ecoreati
  • Rosalia Bivonacoordinatrice del corso, didattica
  • Emiliano Farinellapresidente fondatore

Vuoi una nuova edizione?

Per un gruppo di guide, un’associazione o un ente: scrivici e costruiamo il calendario insieme.

Camminare dove è passato il fuoco

Le nostre escursioni portano a vedere da vicino cosa fa un incendio e come la natura si riprende. Sempre con guide certificate, per gruppi, famiglie e scuole.

Immagine illustrativa: faggeta del Bosco della Tassita, Nebrodi — foto Davide Mauro, CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons.
  • Valle Gamisia, San Martino delle Scale. Novembre 2025 e aprile 2026: Serra dell’Occhio, Portella Sant’Anna, l’antico convento, la natura che riprende dopo il fuoco.
  • Grotta Grattara, Gratteri. Settembre 2024: l’impatto degli ultimi incendi e la ripresa della vegetazione.
  • Bosco Scorace. Novembre 2024, con RIFAI Sicilia.
  • Percorsi ecologici extravergini, San Mauro Castelverde. Ottobre 2024: due giorni tra gli ulivi delle Madonie, dove la cultura dell’olivo diventa protezione del territorio.

Per le scuole

Uscite su misura con guide di FederEscursionismo Sicilia: il Bosco della Ficuzza, le sorgenti del Sant’Elia ad Aglisotto, la riserva di Capo Rama con il museo di Palazzo d’Aumale a Terrasini.

Home / Per i Comuni

Tre linee, una convenzione

Dopo due anni di campagna sul catasto e due Comuni pilota, proponiamo ai Comuni siciliani una collaborazione in amministrazione condivisa su catasto delle aree percorse dal fuoco, riforestazione di terreni comunali con Radice Verde ed educazione ambientale. Il Comune sceglie quali linee attivare, anche in tempi diversi.

Foto: Rocca Busambra, Riserva di Ficuzza — tato grasso, CC BY-SA 3.0 (Wikimedia Commons — immagine illustrativa)

Linea 1: catasto incendi

Supporto tecnico e civico all’ufficio comunale: verifica indipendente delle superfici con dati satellitari, osservazioni dei cittadini ordinate e georiferite nei 30 giorni di pubblicazione, un canale di segnalazione dedicato al Comune sull’Osservatorio, perimetri in formato GIS quando disponibili.

Linea 2: Radice Verde

Ettari comunali incolti, degradati o bruciati, affidati in comodato d’uso gratuito o in concessione, lotto per lotto. Progetto firmato da un tecnico abilitato, specie autoctone certificate, cinque anni di cure, monitoraggio pubblico.

Linea 3: educazione

Il progetto «Un Solo Bosco, Un Solo Futuro» nelle scuole del territorio, con uscite sul campo e incontri pubblici. Dove è attiva la Linea 2, le aree comunali diventano un laboratorio all’aperto.

Per la riforestazione chiediamo

  • Ettari di proprietà comunale incolti, degradati o percorsi dal fuoco.
  • Comodato d’uso gratuito fino a trent’anni (art. 71 del Codice del Terzo settore) o concessione d’uso.
  • Affidamento lotto per lotto, a partire da un lotto pilota di 2–3 ettari.
  • Accesso alle aree, punti d’acqua, ritiro dei residui vegetali.

E portiamo

  • Progetto firmato da un dottore agronomo o forestale, con il parere del nostro Comitato Tecnico Scientifico.
  • Solo specie autoctone, di provenienza locale certificata.
  • Impianto, cure per cinque anni e monitoraggio pubblico dei risultati.
  • Una raccolta fondi dedicata, anche con l’adozione degli alberi, e una rete di associazioni locali come partner.

Cosa non cambia per il Comune

La convenzione si fonda sull’art. 118 della Costituzione e sul Codice del Terzo settore (artt. 55, 56 e 71). Non è un appalto e non sostituisce i compiti del Comune: li affianca.

  • Gli atti restano degli uffici. Il catasto lo istruisce e lo approva il Comune. Noi forniamo dati, verifiche e partecipazione.
  • Nessuna esclusiva. Dati e risultati restano aperti alla comunità.
  • Nessun corrispettivo. Lavoro volontario e, se previsto, rimborso delle sole spese documentate.
  • Volontari assicurati ai sensi dell’art. 18 del Codice del Terzo settore.
  • Relazione annuale e rendiconto delle spese entro il 31 marzo di ogni anno.

Dalla prima PEC alla firma

  1. Manifestazione di interesse

    Una PEC con il nome di un referente comunale.

  2. Incontro tecnico

    45 minuti con Sindaco e uffici: demo dell’Osservatorio e prime aree candidate.

  3. Istruttoria

    Scelta delle linee, verifica delle particelle, delibera di Giunta.

  4. Firma e avvio

    Catasto dal ciclo successivo, prima stagione di impianto, adesione delle scuole.

Parliamone

Referente per i Comuni: Marco Miceli, presidente. marco.miceli@feniceverde.org, +39 346 236 8383

Home / Come funziona

Un’associazione, due strumenti, un territorio

Fenice Verde lavora con due piattaforme. Ognuna ha un compito preciso e fonti di sostegno diverse. Così sai sempre a cosa serve il tuo contributo.

Foto: Lago Maulazzo, Nebrodi — Davide Mauro, CC BY-SA 4.0 (Wikimedia Commons — immagine illustrativa)

Osservatorio Incendi

I dati

Raccoglie le segnalazioni dei cittadini, le incrocia con i dati satellitari, aiuta i Comuni a tenere aggiornato il catasto. Sviluppa progetti digitali con realtà della ricerca e del design, in Italia e in Europa.

Chi lo sostiene: Sicily Environment Fund, progetti e reti europee di ricerca e citizen science (EU-Citizen.Science, CitiObs).

Apri l’Osservatorio ↗

Fenice Verde APS

Le persone, i terreni, il metodo

Firma le convenzioni con i Comuni e ottiene i terreni in comodato o concessione. Con Radice Verde coordina volontari, Comitato Tecnico Scientifico e associazioni partner che riforestano con noi. Porta il progetto nelle scuole.

Chi la sostiene: soci, donatori, fondazioni, bandi regionali e nazionali.

Sostieni l’associazione

Roots

Le risorse per piantare

Raccoglie i fondi per Radice Verde, albero per albero e cantiere per cantiere, con specie, posizione e dati di crescita pubblici.

Chi lo sostiene: privati, aziende, fondazioni, bandi pubblici compresi quelli della Regione Siciliana.

Vai a Roots ↗

Come si passano il lavoro

  • Osservatorio → Fenice VerdeDati sulle aree bruciate, per il catasto e per scegliere dove intervenire.
  • Comuni → Fenice VerdeTerreni in comodato o concessione, dati e scadenze del catasto.
  • Fenice Verde → RootsLotti con progetto approvato, che diventano cantieri finanziabili.
  • Roots → cantieriRisorse per piantine certificate, impianto e cinque anni di cure.
  • Associazioni partner → cantieriVolontari e cura delle aree, con atto di adesione alla convenzione.
  • Cantieri → tuttiDati del monitoraggio, pubblicati sull’Osservatorio e su Roots.

Un’associazione, due strumenti

Fenice Verde tiene insieme persone, Comuni e metodo. L’Osservatorio Incendi raccoglie i dati. Roots raccoglie le risorse per Radice Verde. Ognuno fa una cosa, e la fa per intero.

  • Osservatorio Incendi: segnalazioni dei cittadini e dati satellitari sulle aree bruciate, a supporto del catasto comunale.
  • Fenice Verde: convenzioni con i Comuni, terreni in comodato, Comitato Tecnico Scientifico, volontari e associazioni partner.
  • Roots: la raccolta fondi per Radice Verde, albero per albero, con dati pubblici sui cantieri.

Dove va il tuo contributo

Se tuVa aServe per
Paghi la quota associativaFenice Verde APSVita dell’associazione, assicurazione dei volontari, coordinamento
Doni all’associazioneFenice Verde APSSupporto ai Comuni sul catasto, scuole, materiali, giornate sul campo
Finanzi un albero o un ettaroIl cantiere che scegli, tramite RootsPiantine certificate, impianto, cure per cinque anni, monitoraggio
Sei una fondazione o un enteIl progetto concordatoRendicontato separatamente, come previsto dalle nostre convenzioni

Home / Sostieni

Stai dalla parte del bosco

«Il super potere degli esseri umani è lavorare insieme per cambiare il mondo.» Ci sono più modi per sostenerci e servono a cose diverse: te lo diciamo chiaramente, così scegli tu.

Foto: Sughereta di Niscemi — Davide Mauro, CC BY-SA 4.0 (Wikimedia Commons — immagine illustrativa)

Diventa socio

I soci sono l’associazione: votano in assemblea, eleggono gli organi, decidono le priorità. Più siamo, più pesiamo quando parliamo con i Comuni e la Regione.

15 €Socio

Condividi gli scopi e sostieni l’associazione.

La quota vale per l’anno solare e si rinnova entro il 31 gennaio.

Iscrizione socio

Compila, premi «Associati» e paghi sulla pagina sicura di Stripe. La quota è 15 €, vale per l’anno solare e si rinnova entro il 31 gennaio. Appena il pagamento è confermato sei nel libro soci.

Premendo «Associati» apri la pagina di pagamento di Stripe con la quota scelta: su questo sito non inseriamo e non conserviamo i dati della carta. Il vecchio modulo Google non accetta più domande: se l’avevi già inviata scrivi a info@feniceverde.org, non serve rifarla.

Preferisco il bonifico
Intestato a
Fenice Verde APS
IBAN
IT81A0306909606100000400948
Importo
15 €
Causale
Quota associativa 2026 – nome, cognome e codice fiscale

Con il bonifico l’iscrizione la registra il Direttivo appena vede il versamento: non è automatica come con la carta.

  1. Compila e premi «Associati»

    Sono i dati del libro soci: nome, codice fiscale, comune, data di nascita. Pochi minuti.

  2. Paghi la quota

    15 €, per l’anno solare in corso. Sulla pagina sicura di Stripe con carta, oppure con bonifico.

  3. Sei socio

    Appena il pagamento risulta registrato entri nel libro soci e ricevi la conferma via email. Con la carta non passa dal Direttivo.

Dona all’associazione

Le donazioni a Fenice Verde finanziano il lavoro che rende possibile tutto il resto: supporto ai Comuni sul catasto, Osservatorio, scuole, assicurazione dei volontari, attrezzi per le giornate in campo.

Una donazione mensile, anche piccola, ci permette di programmare le cure estive dei nuovi boschi.

Dona 50 € una volta

Paghi sulla pagina sicura di Stripe, con carta. Su questo sito non inseriamo e non conserviamo i dati della carta.

Prima di pagare leggi l’informativa privacy: il pagamento è trattato da Stripe, noi riceviamo importo, data, esito e l’email per la conferma. La conferma via email non è un documento fiscale: l’attestazione dell’erogazione liberale si chiede a info@feniceverde.org.

Preferisco il bonifico
Intestato a
Fenice Verde APS
IBAN
IT81A0306909606100000400948
Importo
50 €
Causale
Erogazione liberale – nome e cognome

Le donazioni a Fenice Verde, associazione di promozione sociale iscritta al RUNTS, sono detraibili o deducibili secondo l’art. 83 del Codice del Terzo settore, se fatte con mezzi tracciabili. Per la ricevuta scrivi a info@feniceverde.org.

Finanzia Radice Verde

Il programma di riforestazione di Fenice Verde si sostiene su Roots. Scegli il cantiere e la specie, regala un albero o adotta un ettaro: ricevi la posizione della pianta e gli aggiornamenti sulla sua crescita.

Dai il tuo tempo

Il volontariato è una strada a sé: ti candidi, ti ricontattiamo noi e capiamo insieme dove sei utile. Ci servono mani e competenze diverse, anche poche ore al mese.

La candidatura è gratuita e non richiede l’iscrizione all’associazione: compili il modulo, ti ricontattiamo noi. Se per un’uscita sul campo servono il registro dei volontari e la copertura assicurativa, te lo spieghiamo nella risposta.

  • Sul campo. Giornate di impianto in inverno, cure e irrigazioni in estate, conta delle piante.
  • Dati e mappe. Verifica delle aree bruciate, GIS, gestione delle segnalazioni dell’Osservatorio.
  • Comunicazione. Foto dal campo, social, newsletter, storie dei volontari.
  • Bandi e raccolta fondi. Ricerca delle opportunità, scrittura dei progetti, rapporti con i donatori.
  • Scuole ed escursioni. Affiancare i moduli in classe, le uscite sul campo, le escursioni con le guide.

Candidatura come volontario

Ci servono poche informazioni per capire dove sei più utile. Nessun pagamento: se serve l’iscrizione al registro dei volontari te lo spieghiamo nella risposta.

In cosa puoi dare una mano

Cosa puoi fare tu

«Il super potere degli esseri umani è lavorare insieme per cambiare il mondo.» Scegli in base al tempo che hai.

  • Segnala un’area bruciata

    A fuoco spento, indica sull’Osservatorio dove è passato l’incendio, con una foto e la data.

    Segnala sull’Osservatorio
  • Finanzia Radice Verde

    Su Roots scegli il cantiere e segui la tua pianta: specie, posizione, cure e dati di crescita.

    Vai a Roots
  • Cammina con noi

    Escursioni dove la natura sta rinascendo e giornate di impianto da novembre a febbraio. Le annunciamo nella newsletter.

    Avvisami

Aziende e fondazioni

Cerchiamo partner che vogliano legare il proprio nome a risultati misurati sul territorio siciliano, non a promesse. Rendicontiamo separatamente ogni risorsa ricevuta per un progetto.

  • Cofinanzia un lotto di Radice Verde su un terreno comunale, dal progetto al quinto anno di cure.
  • Porta i tuoi dipendenti a una giornata di impianto, da novembre a febbraio.
  • Sostieni l’Osservatorio Incendi e il supporto ai Comuni sul catasto.
  • Costruisci con noi una candidatura a bandi di fondazioni, della Regione Siciliana o a programmi europei.

Trasparenza

Tutte le donazioni arrivano su conti intestati a Fenice Verde APS. Il rendiconto approvato dall’assemblea e le relazioni annuali dei cantieri sono pubblici.

  • Rendiconto annuale approvato dall’assemblea dei soci.
  • Relazione annuale ai Comuni con indicatori, spese e foto, entro il 31 marzo.
  • Dati dei cantieri consultabili su Roots e sull’Osservatorio.
  • Numeri solo documentati. Se un dato non è misurato, non lo pubblichiamo.

Home / Chi siamo

Volontari, scienza e Comuni dalla stessa parte

Fenice Verde è un’associazione di promozione sociale iscritta al Registro unico nazionale del Terzo settore. Nasce a Palermo nel settembre 2023 e lavora in tutta la Sicilia, con volontari assicurati e un Comitato Tecnico Scientifico che garantisce il rigore delle scelte. Siamo siciliani, e trasformiamo in azione la speranza di rinascita della nostra natura.

Foto: Riserva dello Zingaro — Giorgio Galeotti, CC BY-SA 4.0 (Wikimedia Commons — immagine illustrativa)

Da dove veniamo

Siamo nati da una conversazione ad Amsterdam, al lancio del progetto europeo di ricerca LiFi sugli incendi, e da un gruppo di scienziati e cittadini che non voleva più rassegnarsi all’estate che brucia.

In tre anni abbiamo studiato quindici anni di dati satellitari, portato il catasto incendi sui giornali e nelle istituzioni, costruito il primo Osservatorio Incendi della Sicilia, formato guide e studenti. Nell’aprile 2026 il congresso ha eletto presidente Marco Miceli e aperto la fase di Fenice Verde 2.0.

La nostra storia

Fenice Verde 2.0

L’11 aprile 2026 il congresso dei soci ha eletto Marco Miceli presidente e allargato il Direttivo a cinque persone. L’obiettivo è una guida più vicina ai territori, capace di trasformare il lavoro fatto in risultati stabili.

Ringraziamo Emiliano Farinella, presidente fondatore, e tutte le persone che hanno costruito i primi tre anni dell’associazione.

«Raccolgo questo incarico con profondo senso di responsabilità e con la consapevolezza di quanto sia prezioso il lavoro svolto fino ad oggi da chi mi ha preceduto e da tutta la nostra comunità.»

Marco Miceli, presidente di Fenice Verde

Immagine illustrativa: Lago Maulazzo, Nebrodi — foto Davide Mauro, CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons.

Come lavoriamo

Ogni intervento segue la stessa sequenza. Chi ci sostiene sa in quale punto si trova il suo contributo.

  1. Partiamo dai dati

    Aree bruciate, catasto comunale, segnalazioni dei cittadini: prima di agire guardiamo cosa è successo e dove.

  2. Ci accordiamo con il Comune

    Una convenzione di amministrazione condivisa: il Comune resta titolare degli atti, noi portiamo lavoro volontario e competenze.

  3. Progettiamo con chi sa

    Il Comitato Tecnico Scientifico dà il parere, un dottore agronomo o forestale firma il progetto, gli uffici lo approvano.

  4. Interveniamo insieme

    Volontari, associazioni del territorio, scuole e imprese locali: ogni area ha intorno una rete che se ne prende cura.

  5. Misuriamo e pubblichiamo

    Indicatori verificabili, relazione annuale pubblica, anche quando i risultati sono sotto le attese.

Cinque aree d’azione

Sono le finalità del nostro statuto. Qui trovi cosa significano in pratica.

  • Prevenzione

    Rendiamo applicabili i vincoli sulle aree bruciate, aiutando i Comuni ad aggiornare il catasto e i cittadini a segnalare.

    Catasto
  • Rinaturazione

    Con Radice Verde riportiamo il bosco su terreni comunali incolti o bruciati, con specie autoctone e cinque anni di cure.

    Radice Verde
  • Educazione

    Portiamo nelle scuole e alle guide escursionistiche l’ecologia del fuoco, e trasformiamo le aree riforestate in aule all’aperto.

    Formazione
  • Adattamento

    Progettiamo boschi che reggono un clima più secco: specie adatte alla siccità, impianti che interrompono il combustibile.

    Le regole
  • Resilienza

    Costruiamo reti locali che durano: associazioni, scout, protezione civile, pro loco e aziende agricole attorno a ogni area.

    Le reti

In cosa crediamo

  • Rigore scientifico. Le scelte tecniche passano dal Comitato Tecnico Scientifico e da metodi verificabili.
  • Rispetto per la natura. Interveniamo solo dove serve e aiutiamo prima di tutto la rinnovazione spontanea.
  • Responsabilità verso chi verrà. Un bosco si giudica tra vent’anni: per questo lo curiamo e lo misuriamo.
  • Trasparenza. Dati, relazioni e conti sono pubblici. Diciamo anche cosa non ha funzionato.
  • Replicabilità. Ogni modello che funziona in un Comune deve poter funzionare nel successivo.
  • Comunità. Nulla si fa senza chi vive il territorio.

Chi decide

  • Assemblea dei soci. Approva il bilancio, elegge gli organi, indica le priorità. Ogni socio vota.
  • Consiglio Direttivo. Cinque persone, dal congresso dell’aprile 2026. Guida l’associazione tra un’assemblea e l’altra. Presidente: Marco Miceli.
  • Comitato Tecnico Scientifico. Professionisti di forestazione, ecologia, cartografia e scienze ambientali, coordinati dal vicepresidente. Dà pareri su progetti e risultati.
  • Volontari. Iscritti nel registro dei volontari e assicurati, come previsto dal Codice del Terzo settore.

Con chi lavoriamo

RuoloChi
Patrocini gratuitiAssessorato regionale del Territorio e dell’Ambiente; Presidenza della Regione Siciliana, Dipartimento della Protezione civile
Sostegno e partnerSicily Environment Fund, che finanzia l’Osservatorio Incendi; INSFO PC, formazione operativa di protezione civile; COV Sicilia, coordinamento del volontariato
Comuni pilota 2025Carlentini (SR) e San Mauro Castelverde (PA): catasti provvisori pubblicati con cartografia digitale e osservazioni online
Reti europeeEU-Citizen.Science; CitiObs, la rete europea degli osservatori civici
Reti in SiciliaCoordinamento Siciliano Contro gli Incendi; Isola Fenice, Osservatorio permanente sui disastri ambientali; le associazioni dell’Incontro regionale del maggio 2025
Immagine illustrativa: Riserva dello Zingaro — foto Giorgio Galeotti, CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons.

Home / Notizie

Notizie, eventi, stampa

Cosa facciamo, cosa scopriamo nei dati, dove ci trovi. Dal 2023 a oggi.

Foto: Rocca Busambra, Riserva di Ficuzza — tato grasso, CC BY-SA 3.0 (Wikimedia Commons — immagine illustrativa)

    Ne hanno parlato

    la RepubblicaRAI 3Rai Play SoundIrpimedialavialiberaQuotidiano di SiciliaPalermoTodayTP24CefalùBluIl Gattopardo

    La rassegna stampa

    Rassegna stampa

    Tredici servizi e articoli in tre anni. Grazie ai giornalisti che hanno amplificato i nostri appelli.

    • TP24, 1 luglio 2025. L’Osservatorio Incendi fa notizia
    • RAI 3, TGR Sicilia, 13 maggio 2025. Dalla Francia a Cefalù per imparare le tecniche antincendio
    • lavialibera, 8 maggio 2025
    • Rai Play Sound, Mediterradio, 1 novembre 2024. Il catasto incendi in Sicilia
    • Irpimedia, 31 ottobre 2024. Perché in Sicilia gli incendi sono un problema senza soluzione
    • PalermoToday, 16 ottobre 2024
    • la Repubblica, 24 luglio 2024
    • la Repubblica, 3 luglio 2024. Il catasto incendi
    • Quotidiano di Sicilia, 12 giugno 2024. Catasto incendi, i Comuni commissariati
    • CefalùBlu, 25 maggio 2024. In dodici anni a Cefalù in fumo 1.649 ettari di terreno
    • RAI 3, 18 maggio 2024
    • Il Gattopardo, aprile 2024
    • PalermoToday, ottobre 2023

    Archivio con i link agli articoli

    Home / Contatti

    Scrivici

    Rispondiamo di solito entro pochi giorni. Siamo volontari: se tardiamo, riscrivici pure.

    Foto: Riserva di Monte Genuardo — Davide Mauro, CC BY-SA 4.0 (Wikimedia Commons — immagine illustrativa)

    Per un incendio in corso non scriverci

    Chiama subito il 112, il 115 o il 1515. Dopo, a fuoco spento, puoi segnalare l’area sull’Osservatorio Incendi.

    Privacy

    Titolare del trattamento è Fenice Verde APS, Via Leonardo da Vinci 412, 90135 Palermo, C.F. 97378070821 — info@feniceverde.org.

    Quali dati e perché. Usiamo solo i dati che servono a ciascun modulo:

    • Iscrizione socio: nome, cognome, email, telefono (facoltativo), Comune, data di nascita, codice fiscale, tipo di adesione e i due consensi. Servono a compilare il libro soci e agli adempimenti dell’associazione (statuto e norme sul terzo settore). L’iscrizione si completa con il pagamento della quota; i dati del socio restano nel libro soci (archivio riservato dell’associazione o anagrafica del fornitore di pagamento) e non sono pubblicati.
    • Volontariato: nome, cognome, email, telefono (facoltativo), Comune, disponibilità e competenze. Servono a ricontattarti e a organizzare le attività; per le uscite sul campo servono l’iscrizione al registro dei volontari e la copertura assicurativa.
    • Donazioni: importo, data, esito, riferimento del pagamento ed email. I dati della carta non passano dal sito e non li conserviamo: il pagamento avviene sulla pagina di Stripe. Conserviamo gli estremi necessari alla riconciliazione e agli obblighi contabili e fiscali.
    • Newsletter: solo l’indirizzo email (e il nome, se lo scrivi). Base: il tuo consenso, revocabile con un messaggio a info@feniceverde.org.

    A chi sono comunicati. A chi ci fornisce i servizi tecnici, per nostro conto e con accesso limitato: Stripe Payments Europe per i pagamenti con carta, il fornitore di posta elettronica dell’associazione per le conferme, Vercel per l’ospitalità del sito e, quando è attivo, Microsoft 365 per l’archivio riservato delle adesioni. Non cediamo i dati a terzi per finalità di marketing.

    Conservazione. I dati dei soci per la durata del rapporto associativo e per i termini previsti dagli obblighi di legge; le domande non accolte per il tempo necessario alla valutazione e alla tutela dei diritti; le donazioni per il periodo richiesto dagli obblighi contabili e fiscali; la newsletter fino alla revoca.

    I tuoi diritti. Puoi chiedere accesso, rettifica, cancellazione, limitazione, opposizione e portabilità (artt. 15-22 GDPR) scrivendo a info@feniceverde.org. Se la risposta non ti soddisfa puoi rivolgerti al Garante per la protezione dei dati personali.

    Non usiamo processi decisionali automatizzati per valutare le persone: con il pagamento con carta l’iscrizione è immediata, come previsto dal modulo, e i dati servono solo al libro soci. Con il bonifico la registrazione la fa il Direttivo. I tempi di conservazione indicati sopra sono la nostra prassi: per i profili fiscali e associativi fai riferimento anche al parere del consulente dell’associazione.

    Statuto e Regolamento interno (su richiesta)

    Richiedi un documento

    Statuto, regolamento interno, vademecum tecnico, schema di convenzione e proposta ai Comuni si inviano su richiesta. Compila il modulo: la richiesta arriva a info@feniceverde.org e ti rispondiamo via email.

    Nome, ente, email e documento. Se l’invio automatico non è configurato, il modulo te lo dice e ti mostra l’indirizzo a cui scrivere: nessuna richiesta viene data per inviata senza esserlo.