Un’idea nata ad Amsterdam
Al lancio del progetto europeo LiFi sugli incendi un primo gruppo decide: serve una risposta anche in Sicilia.
Dal 2023 abbiamo acceso i riflettori sul catasto incendi, studiato quindici anni di dati satellitari e costruito il primo Osservatorio Incendi della Sicilia. Ora passiamo dalle idee ai cantieri: terreni comunali che tornano bosco.
Incendio in corso? Chiama subito il 112, il 115 o il 1515 — oppure segnala a fuoco spento sull’Osservatorio .
Come si distribuisce l’anno di Fenice Verde
Scorri di lato per vedere tutto l’anno.
Periodi indicativi per costa e collina, dal nostro Vademecum tecnico. In montagna si pianta a fine inverno.
Foto: Lago Maulazzo, Nebrodi — Davide Mauro, CC BY-SA 4.0 · faggeta del Bosco della Tassita, Nebrodi — Davide Mauro, CC BY-SA 4.0 · Pineta Ragabo, Etna — Giglio Domenico Mirko, CC BY-SA 4.0 (Wikimedia Commons — immagine illustrativa)
Comuni siciliani commissariati nel 2026 per non aver aggiornato il catasto incendi.
Dopo un incendio la legge blocca per anni ciò che potrebbe rendere conveniente appiccarlo: niente nuove costruzioni per dieci anni, niente cambi di destinazione d’uso per quindici, niente pascolo né caccia sui boschi bruciati. Ma i divieti valgono solo se il Comune iscrive l’area nel catasto incendi.
Lo denunciamo dal 2024, con dati, articoli e lettere ai Sindaci. Nel 2026 la Regione ha dovuto commissariare più di un terzo dei Comuni siciliani.
Senza catasto, chi appicca il fuoco sa che l’area resterà disponibile.
Fonte: provvedimento regionale di nomina dei commissari ad acta (2026), riportato dal Quotidiano di Sicilia.
Foto: pineta su colata lavica, Etna — gnuckx, CC BY 2.0 (Wikimedia Commons — immagine illustrativa)
Radice Verde
Usare semi e piante di origine locale per guidare la rinascita delle aree bruciate, una tappa alla volta, dalla prateria al bosco: è il metodo che studiamo dai primi anni dell’associazione.
Oggi, con la convenzione quadro che proponiamo ai Comuni, diventa Radice Verde: terreni comunali affidati per decenni, progetti firmati da tecnici abilitati, cinque anni di cure, risultati pubblici.
Pubblichiamo solo numeri che possiamo documentare.
Nel 2024 abbiamo chiesto a Copernicus i dati italiani sugli incendi dal 2009. Il risultato è uno studio che abbiamo portato in Consiglio comunale, nelle piazze e sui giornali.
Le offriamo ai Comuni con un’unica convenzione. Il Comune sceglie quali attivare.
Affianchiamo gli uffici comunali nel censire le aree bruciate: verifiche satellitari, osservazioni dei cittadini ordinate e georiferite, un canale di segnalazione sull’Osservatorio Incendi.
Il catasto incendiRiportiamo a bosco terreni comunali incolti o bruciati, con specie autoctone di provenienza locale, cinque anni di cure e risultati misurati e pubblicati.
Il programma«Un Solo Bosco, Un Solo Futuro» nelle scuole, il corso sull’ecologia degli incendi, le uscite sul campo dove la natura sta rinascendo.
Scuole e corsi«Il super potere degli esseri umani è lavorare insieme per cambiare il mondo.» Scegli in base al tempo che hai.
15 € l’anno. Voti in assemblea e sei parte delle scelte: la quota sostiene il catasto, Radice Verde e le scuole.
IscrivitiChiedi se il catasto incendi del tuo Comune è aggiornato. La lettera è pronta: aggiungi il nome del Comune e la tua firma.
Apri la letteraSostieni il lavoro che non si vede: dati, supporto ai Comuni, scuole, assicurazione dei volontari.
DonaAltri tre modi per esserci — segnalare un’area bruciata, finanziare un cantiere, camminare con noi — sono nella pagina Sostieni.
Supporto gratuito al catasto incendi, Radice Verde sui terreni comunali, educazione nelle scuole. Nessun corrispettivo: lavoro volontario e, se previsto, rimborso delle sole spese documentate.
La proposta ai ComuniModuli di 4–6 ore per le secondarie, con uscite sul campo, citizen science e gemellaggi con classi europee.
Il percorso per le classiCofinanzia un lotto di Radice Verde, porta i dipendenti a una giornata di impianto, sostieni l’Osservatorio. Rendicontiamo per progetto.
Collabora con noiFoto: Riserva di Monte Genuardo — Davide Mauro, CC BY-SA 4.0 (Wikimedia Commons — immagine illustrativa)
Home / Storia
Fenice Verde nasce da poche persone e da un’idea semplice: gli incendi in Sicilia non sono una fatalità, e quello che ha una causa umana si può combattere.
Foto: faggeta del Bosco della Tassita, Nebrodi — Davide Mauro, CC BY-SA 4.0 (Wikimedia Commons — immagine illustrativa)
Da una conversazione ad Amsterdam a una convenzione con i Comuni siciliani. Il percorso che ci ha portato qui.
Al lancio del progetto europeo LiFi sugli incendi un primo gruppo decide: serve una risposta anche in Sicilia.
Ecologi, geologi, botanici, zoologi, giuristi e comunicatori in un’unica associazione.
Chiediamo i dati a Copernicus e scopriamo lo «strano caso Sicilia».
Parte la campagna sul catasto incendi. Ne scrivono Repubblica e il Quotidiano di Sicilia.
Incontriamo la Terza Commissione consiliare e l’assessore alle politiche ambientali.
Dieci moduli, venti ore, sette docenti tra ecologi, geologi, naturalisti e giuristi.
Il primo in Sicilia, con il Sicily Environment Fund e il patrocinio della Regione.
Un gemellaggio con tecnici francesi: alberi a dimora e viali tagliafuoco. Il servizio va su RAI 3.
Con decine di organizzazioni chiediamo una strategia coordinata contro gli incendi dolosi.
Congresso rifondativo: Marco Miceli presidente, un Direttivo di cinque persone.
La convenzione con i Comuni e Radice Verde: i terreni comunali tornano bosco.
Tutto parte da una conversazione ad Amsterdam, al lancio di LiFi, Living with Wildfires, il progetto di ricerca della professoressa Ayşem Mert dell’Università di Stoccolma sulle comunità che convivono con i grandi incendi. Da lì il passo è breve: serviva una risposta anche in Sicilia.
Nel marzo 2023 Emiliano Farinella, Martina Oddo e Giovanni Tarantino cominciano a lavorare a una rete contro gli incendi. A settembre nasce ufficialmente Fenice Verde e il gruppo si allarga a competenze che ancora oggi ci definiscono.
Le idee erano chiare fin dall’inizio: partire da evidenze scientifiche, analizzare i dati, collaborare con le istituzioni per renderle più efficaci, coinvolgere le comunità già attive, lasciare a chi verrà una Sicilia migliore di quella che abbiamo ereditato.
Con loro, nel 2023, sono entrati:
2023
Un piccolo gruppo di scienziati e cittadini comincia a studiare il fenomeno degli incendi in Sicilia e a cercare alleati.
Si costituisce l’associazione. Il nome viene dall’uccello che rinasce dalle sue ceneri: è quello che sa fare la natura mediterranea, se le si dà tempo.
PalermoToday scrive di noi. È l’inizio di una presenza costante sui media.
2024
Nella notte tra il 9 e il 10 marzo brucia la montagna sopra Castellammare del Golfo. Raccontiamo il sospetto legato alla raccolta degli asparagi selvatici, e perché la legge vieta per tre anni la raccolta nel sottobosco delle aree bruciate.
Analizziamo i ritardi dei Comuni e lanciamo «Scrivi al Sindaco». Collaboriamo con il Quotidiano di Sicilia sui commissariamenti e ne scrive due volte la Repubblica.
Il nostro studio sui dati satellitari Copernicus dal 2009 al 2024: la Sicilia brucia di più, più spesso e in tutte le stagioni.
Festeggiamo i primi 42 associati. Il 12 settembre incontriamo la Terza Commissione del Consiglio comunale di Palermo, il 5 ottobre l’assessore alle politiche ambientali Piero Alongi.
A San Vito Lo Capo parliamo di catasto incendi alla proiezione di «Terra Nera». A San Mauro Castelverde due giorni di ecoturismo tra gli ulivi delle Madonie. Il 31 ottobre ne scrive Irpimedia, il giorno dopo ne parla Rai Play Sound.
Dieci moduli online, venti ore, sette docenti. A novembre siamo anche all’Università di Palermo con il Dipartimento di Scienze agrarie, alimentari e forestali, e a Bosco Scorace con RIFAI Sicilia.
2025
Nasce il primo osservatorio civico sugli incendi in Sicilia, finanziato dal Sicily Environment Fund, con il patrocinio dell’Assessorato regionale del Territorio e dell’Ambiente e della Protezione civile regionale. Entra nelle reti europee EU-Citizen.Science e CitiObs.
Con Sicily Events e un gruppo di tecnici francesi mettiamo a dimora 200 frassini e prepariamo i viali tagliafuoco. Il servizio va in onda su RAI 3.
All’Incontro regionale per un coordinamento antincendio, associazioni e gruppi da tutta l’isola individuano nell’Osservatorio il proprio punto di riferimento.
Carlentini e San Mauro Castelverde pubblicano i catasti provvisori con cartografia digitale e osservazioni online, con il nostro supporto.
Con Isola Fenice, il Coordinamento Operativo Volontariato e decine di organizzazioni portiamo davanti alla sede del Governo regionale la richiesta di una strategia coordinata contro gli incendi dolosi.
Ai Cantieri Culturali alla Zisa con Legambiente Sicilia e Drin Drin Sicilia, a San Martino delle Scale sulle tracce dell’incendio del 2023, a «Un’anticchia di COP30» con Palma Nana, a Caltagirone con il comitato Dopo il Fuoco.
2026
Il congresso rifondativo elegge Marco Miceli presidente e allarga il Direttivo a cinque persone. Le priorità: citizen science e Osservatorio, una spinta legislativa dall’emergenza alla prevenzione con FireFree, la resilienza dei territori con la riforestazione.
In Valle Gamisia, a San Martino delle Scale, con le guide di Effetto Outdoor: un cammino nella natura che riprende dopo il fuoco.
Proponiamo ai Comuni siciliani una convenzione quadro su catasto, riforestazione ed educazione. Il Comitato Tecnico Scientifico pubblica il Vademecum per la forestazione. Nasce Radice Verde.
Non abbiamo fatto niente da soli. Queste sono alcune delle realtà con cui abbiamo lavorato in questi anni.
Home / Studi
Prima di chiedere qualcosa alle istituzioni, misuriamo. Qui trovi il lavoro di analisi che sta dietro le nostre campagne e i nostri progetti.
Foto: Bosco di Santo Pietro — Davide Mauro, CC BY-SA 4.0 (Wikimedia Commons — immagine illustrativa)
Il Rapporto europeo sullo stato del clima 2023 mostrava una cosa sorprendente: a parità di clima, le aree bruciate seguono i confini amministrativi. Portogallo e Spagna, Sicilia e Puglia, Grecia e Turchia. Il fuoco non dipende solo dal meteo, ma da come si governa il territorio.
Abbiamo chiesto a Copernicus i dati italiani dal 2009 all’aprile 2024 e li abbiamo analizzati.
Fino al 2016 i satelliti monitoravano solo l’estate, e non vedono gli incendi sotto i 3 ettari. In un paesaggio frammentato come quello siciliano anche quelli distruggono interi ecosistemi. I nostri numeri sono quindi una sottostima.
Nel 2024 il Sistema informativo forestale regionale pubblica la cartografia delle aree bruciate il 16 febbraio. La Regione lo comunica il 2 aprile. I nostri tecnici calcolano che, partendo subito, i Comuni avrebbero potuto aggiornare il catasto già a inizio giugno. A luglio lo avevano fatto in pochissimi.
Intanto i Comuni inadempienti per il 2022 venivano commissariati solo a maggio 2024. Con i vincoli non applicati, le aree bruciate l’anno prima restavano senza protezione proprio all’inizio della nuova stagione degli incendi.
Da questa analisi nascono la campagna «Scrivi al Sindaco», la collaborazione con il Quotidiano di Sicilia e, oggi, l’offerta di supporto gratuito ai Comuni.
Lo studio che ha posto le basi scientifiche di Radice Verde: come guidare la rinascita delle aree bruciate verso ecosistemi resilienti e ricchi di biodiversità, usando semi, bulbi e talee di popolazioni locali e rispettando l’ordine naturale della successione.
Le regole con cui progettiamo, piantiamo, curiamo e misuriamo: indagini preliminari, scelta delle specie autoctone per fascia e substrato, impianti meno vulnerabili al fuoco, cinque anni di cure, indicatori pubblici. È l’allegato tecnico della convenzione con i Comuni.
Legge nazionale 353/2000, legge regionale 16/1996, atti comunali: il quadro a tre livelli, le scadenze dell’anno e il ruolo che possono avere i cittadini.
Home / Radice Verde
Il programma con cui Fenice Verde riporta il bosco sui terreni comunali bruciati o abbandonati. Nasce dal lavoro scientifico dei nostri primi anni e diventa concreto con la convenzione quadro che proponiamo ai Comuni siciliani.
Foto: Riserva di Monte Genuardo — Davide Mauro, CC BY-SA 4.0 (Wikimedia Commons — immagine illustrativa)
Il metodo di Radice Verde nasce dal lavoro dell’ecologa Martina Oddo, tra i fondatori dell’associazione.
Ogni popolazione di piante ha un corredo genetico adattato al suo territorio: le piante siciliane reggono meglio caldo e siccità di quelle del nord, quelle del Palermitano si sono adattate al calcare, quelle del Catanese al suolo vulcanico.
Usare piante non locali è come far tirare una slitta ai dalmata invece che agli husky: all’inizio si parte, ma non si arriva lontano.
Dopo un incendio la natura riparte per tappe: prateria, gariga, macchia, bosco. Le piante basse proteggono e nutrono il terreno, poi arrivano gli arbusti, poi gli alberi. Noi aiutiamo questa sequenza, non la saltiamo.
Le pioniere come la ginestra restano all’interno dei nuclei, lontano da strade e confini: arricchiscono il suolo, ma bruciano facilmente.
Un ecosistema resistente sopporta i colpi. Uno resiliente, se va al tappeto, si rialza da solo. È questo che cerchiamo: boschi che dopo un incendio sanno riprendersi.
Chi non va a terra è resistente. Chi cade e torna a combattere è resiliente.
Dal Vademecum tecnico del nostro Comitato Tecnico Scientifico.
Molte specie mediterranee ricacciano da sole: leccio, sughera, lentisco, corbezzolo. Aspettiamo almeno la primavera successiva, mappiamo la ripresa e piantiamo solo dove la natura non ce la fa.
Querce, orniello, carrubo, olivastro, lentisco, mirto, scelti per quota, suolo e clima del sito. Niente eucalipti, conifere o specie invasive nei nuovi impianti.
Alberi al centro e arbusti attorno: gli arbusti fanno ombra alle giovani querce e le proteggono dagli animali. Le file regolari diventano strisce continue di combustibile.
Spazi aperti tra i nuclei, specie poco infiammabili ai margini, fasce a ridotta biomassa lungo strade e confini, accessi per i mezzi antincendio.
In Sicilia le giovani piante muoiono soprattutto di sete. Nei primi anni facciamo irrigazioni di soccorso d’estate e sostituiamo le piante che non ce l’hanno fatta.
Aree di saggio permanenti, foto dagli stessi punti, relazione annuale pubblica. Non dichiariamo tonnellate di CO₂ se non sono calcolate con metodi riconosciuti e verificati.
Con il Comune: particelle, vincoli, storia degli incendi.
Suolo, vegetazione presente, rinnovazione naturale, specie invasive.
Firmato da un tecnico abilitato, con il parere del CTS, approvato dal Comune.
Nella stagione delle piogge, con volontari e partner. Verbale georeferenziato.
Per almeno cinque anni, con un registro di ogni intervento.
Relazione tecnica annuale, pubblicata.
Chiediamo ai Comuni ettari incolti, degradati o bruciati, e partiamo da un lotto pilota di 2–3 ettari. Ogni lotto parte solo quando abbiamo le risorse e i volontari per curarlo cinque anni: non lasciamo piantine a morire alla prima estate.
Attorno a ogni area costruiamo una rete: associazioni del territorio, scout, sezioni CAI, volontariato di protezione civile, aziende agricole. Le giornate di impianto sono aperte a cittadini, scuole e imprese.
Il primo passo lo abbiamo fatto a Pollina, nel maggio 2025: 200 frassini e i viali tagliafuoco, con i tecnici francesi del gemellaggio.
Radice Verde si sostiene su Roots, la piattaforma con cui finanzi piante e cure nei cantieri e ne segui la crescita. Contribuiscono anche fondazioni, aziende e bandi pubblici.
Sulle aree bruciate da meno di cinque anni la legge vieta di rimboschire con fondi pubblici, salvo autorizzazione. Con risorse private si può intervenire anche lì, quando il progetto lo prevede.
Home / Catasto e prevenzione
Il catasto incendi è l’elenco delle aree percorse dal fuoco che ogni Comune deve tenere aggiornato. È uno strumento poco conosciuto e decisivo: rende applicabili i divieti che tolgono convenienza a chi appicca il fuoco. È la nostra battaglia dal 2024.
Foto: incendio della Sughereta di Niscemi, 24 luglio 2025 — Gianfrancodp, CC BY-SA 4.0 (Wikimedia Commons — immagine illustrativa)
Art. 10 della legge 353/2000, modificato dal D.L. 120/2021. In Sicilia lo recepisce l’art. 37 della L.R. 16/1996, che fissa al 31 luglio il termine annuale per aggiornare il catasto.
Il procedimento resta del Comune. Noi rendiamo più rapido e più completo il lavoro degli uffici.
Il Corpo forestale della Regione perimetra l’area bruciata.
Noi: verifica satellitare delle superfici (Copernicus, EFFIS, NASA FIRMS)L’ufficio tecnico associa le superfici alle particelle catastali.
Noi: perimetri in formato GIS pronti per l’ufficioL’elenco resta 30 giorni all’albo pretorio: chiunque può presentare osservazioni.
Noi: osservazioni dei cittadini, ordinate e georiferiteEntro 60 giorni il Comune valuta le osservazioni e definisce i perimetri.
La delibera rende i vincoli opponibili. In Sicilia l’aggiornamento va fatto entro il 31 luglio.
Dal 2021 gli aggiornamenti vanno pubblicati sul sito del Comune appena noti, con applicazione immediata e provvisoria dei vincoli. I nostri dati sono un supporto tecnico: non sostituiscono i rilievi del Corpo forestale.
Il primo osservatorio civico sugli incendi in Sicilia, nato nel 2025 con il Sicily Environment Fund. Unisce le segnalazioni dei cittadini ai dati satellitari e serve a tre cose: non perdere nessuna area bruciata, dare agli uffici comunali dati ordinati, mostrare a tutti come sta il territorio.
Mappa anche le associazioni e i gruppi che si battono contro gli incendi: è il punto di riferimento della rete nata all’Incontro regionale del maggio 2025. Fa parte delle reti europee EU-Citizen.Science e CitiObs.
Apri l’OsservatorioL’Osservatorio non è un numero di emergenza e non sostituisce le autorità.
Nell’estate 2024 abbiamo ricostruito i ritardi dei Comuni sul catasto e lanciato «Scrivi al Sindaco». Il Quotidiano di Sicilia ha raccontato con noi i commissariamenti, la Repubblica ne ha scritto due volte, RAI 3 e Rai Play Sound hanno ripreso il tema.
A settembre e ottobre 2024 lo abbiamo portato alla Terza Commissione del Consiglio comunale di Palermo e all’assessore alle politiche ambientali. Nel 2025 Carlentini e San Mauro Castelverde hanno pubblicato i catasti provvisori con cartografia digitale e osservazioni online, con il nostro supporto.
Oggi offriamo lo stesso supporto a tutti i Comuni siciliani, con una convenzione.
Una lettera di un cittadino ricorda al Comune che il catasto interessa a qualcuno. Copiala, completa le parti tra parentesi e inviala alla PEC del tuo Comune o all’ufficio protocollo.
Sul sito istituzionale, in fondo alla pagina, oppure su indicepa.gov.it cercando il nome del Comune.
Puoi chiedere gli stessi dati con un accesso civico generalizzato: non serve motivarlo e il Comune deve rispondere entro 30 giorni. Se ci scrivi, ti aiutiamo a prepararlo.
Raccogliamo le risposte dei Comuni per capire dove il catasto manca e dove offrire supporto. Inoltra la risposta a info@feniceverde.org.
Home / Formazione
Dalle classi delle scuole medie alle guide escursionistiche: da tre anni portiamo l’ecologia degli incendi a chi può cambiare le cose, e poi usciamo a guardare dove la natura sta rinascendo.
Foto: Bosco della Contessa, Etna — Davide Mauro, CC BY-SA 4.0 (Wikimedia Commons — immagine illustrativa)
Il percorso per le scuole secondarie di primo e secondo grado. Sei moduli autonomi di 4–6 ore, collegati all’educazione civica, con uscite sul campo, citizen science e gemellaggi digitali con classi europee.
Dove è attiva Radice Verde, l’area comunale diventa un’aula all’aperto: una classe può adottarla e seguirla negli anni. I materiali sono pubblicati con licenza aperta CC BY 4.0.
Prima edizione: novembre e dicembre 2024. Dieci moduli online, venti ore, una presentazione finale basata su un progetto di escursione. Nato per le guide escursionistiche certificate, aperto poi ad appassionati e curiosi.
Per un gruppo di guide, un’associazione o un ente: scrivici e costruiamo il calendario insieme.
Le nostre escursioni portano a vedere da vicino cosa fa un incendio e come la natura si riprende. Sempre con guide certificate, per gruppi, famiglie e scuole.
Uscite su misura con guide di FederEscursionismo Sicilia: il Bosco della Ficuzza, le sorgenti del Sant’Elia ad Aglisotto, la riserva di Capo Rama con il museo di Palazzo d’Aumale a Terrasini.
Home / Per i Comuni
Dopo due anni di campagna sul catasto e due Comuni pilota, proponiamo ai Comuni siciliani una collaborazione in amministrazione condivisa su catasto delle aree percorse dal fuoco, riforestazione di terreni comunali con Radice Verde ed educazione ambientale. Il Comune sceglie quali linee attivare, anche in tempi diversi.
Foto: Rocca Busambra, Riserva di Ficuzza — tato grasso, CC BY-SA 3.0 (Wikimedia Commons — immagine illustrativa)
Supporto tecnico e civico all’ufficio comunale: verifica indipendente delle superfici con dati satellitari, osservazioni dei cittadini ordinate e georiferite nei 30 giorni di pubblicazione, un canale di segnalazione dedicato al Comune sull’Osservatorio, perimetri in formato GIS quando disponibili.
Ettari comunali incolti, degradati o bruciati, affidati in comodato d’uso gratuito o in concessione, lotto per lotto. Progetto firmato da un tecnico abilitato, specie autoctone certificate, cinque anni di cure, monitoraggio pubblico.
Il progetto «Un Solo Bosco, Un Solo Futuro» nelle scuole del territorio, con uscite sul campo e incontri pubblici. Dove è attiva la Linea 2, le aree comunali diventano un laboratorio all’aperto.
La convenzione si fonda sull’art. 118 della Costituzione e sul Codice del Terzo settore (artt. 55, 56 e 71). Non è un appalto e non sostituisce i compiti del Comune: li affianca.
Una PEC con il nome di un referente comunale.
45 minuti con Sindaco e uffici: demo dell’Osservatorio e prime aree candidate.
Scelta delle linee, verifica delle particelle, delibera di Giunta.
Catasto dal ciclo successivo, prima stagione di impianto, adesione delle scuole.
Referente per i Comuni: Marco Miceli, presidente. marco.miceli@feniceverde.org, +39 346 236 8383
Home / Come funziona
Fenice Verde lavora con due piattaforme. Ognuna ha un compito preciso e fonti di sostegno diverse. Così sai sempre a cosa serve il tuo contributo.
Foto: Lago Maulazzo, Nebrodi — Davide Mauro, CC BY-SA 4.0 (Wikimedia Commons — immagine illustrativa)
I dati
Raccoglie le segnalazioni dei cittadini, le incrocia con i dati satellitari, aiuta i Comuni a tenere aggiornato il catasto. Sviluppa progetti digitali con realtà della ricerca e del design, in Italia e in Europa.
Chi lo sostiene: Sicily Environment Fund, progetti e reti europee di ricerca e citizen science (EU-Citizen.Science, CitiObs).
Apri l’Osservatorio ↗Le persone, i terreni, il metodo
Firma le convenzioni con i Comuni e ottiene i terreni in comodato o concessione. Con Radice Verde coordina volontari, Comitato Tecnico Scientifico e associazioni partner che riforestano con noi. Porta il progetto nelle scuole.
Chi la sostiene: soci, donatori, fondazioni, bandi regionali e nazionali.
Sostieni l’associazioneLe risorse per piantare
Raccoglie i fondi per Radice Verde, albero per albero e cantiere per cantiere, con specie, posizione e dati di crescita pubblici.
Chi lo sostiene: privati, aziende, fondazioni, bandi pubblici compresi quelli della Regione Siciliana.
Vai a Roots ↗Fenice Verde tiene insieme persone, Comuni e metodo. L’Osservatorio Incendi raccoglie i dati. Roots raccoglie le risorse per Radice Verde. Ognuno fa una cosa, e la fa per intero.
| Se tu | Va a | Serve per |
|---|---|---|
| Paghi la quota associativa | Fenice Verde APS | Vita dell’associazione, assicurazione dei volontari, coordinamento |
| Doni all’associazione | Fenice Verde APS | Supporto ai Comuni sul catasto, scuole, materiali, giornate sul campo |
| Finanzi un albero o un ettaro | Il cantiere che scegli, tramite Roots | Piantine certificate, impianto, cure per cinque anni, monitoraggio |
| Sei una fondazione o un ente | Il progetto concordato | Rendicontato separatamente, come previsto dalle nostre convenzioni |
Home / Sostieni
«Il super potere degli esseri umani è lavorare insieme per cambiare il mondo.» Ci sono più modi per sostenerci e servono a cose diverse: te lo diciamo chiaramente, così scegli tu.
Foto: Sughereta di Niscemi — Davide Mauro, CC BY-SA 4.0 (Wikimedia Commons — immagine illustrativa)
I soci sono l’associazione: votano in assemblea, eleggono gli organi, decidono le priorità. Più siamo, più pesiamo quando parliamo con i Comuni e la Regione.
Condividi gli scopi e sostieni l’associazione.
La quota vale per l’anno solare e si rinnova entro il 31 gennaio.
Sono i dati del libro soci: nome, codice fiscale, comune, data di nascita. Pochi minuti.
15 €, per l’anno solare in corso. Sulla pagina sicura di Stripe con carta, oppure con bonifico.
Appena il pagamento risulta registrato entri nel libro soci e ricevi la conferma via email. Con la carta non passa dal Direttivo.
Le donazioni a Fenice Verde finanziano il lavoro che rende possibile tutto il resto: supporto ai Comuni sul catasto, Osservatorio, scuole, assicurazione dei volontari, attrezzi per le giornate in campo.
Una donazione mensile, anche piccola, ci permette di programmare le cure estive dei nuovi boschi.
Paghi sulla pagina sicura di Stripe, con carta. Su questo sito non inseriamo e non conserviamo i dati della carta.
Importo: 50 € · una tantum · finalità: attività dell’associazione.
Prima di pagare leggi l’informativa privacy: il pagamento è trattato da Stripe, noi riceviamo importo, data, esito e l’email per la conferma. La conferma via email non è un documento fiscale: l’attestazione dell’erogazione liberale si chiede a info@feniceverde.org.
Le donazioni a Fenice Verde, associazione di promozione sociale iscritta al RUNTS, sono detraibili o deducibili secondo l’art. 83 del Codice del Terzo settore, se fatte con mezzi tracciabili. Per la ricevuta scrivi a info@feniceverde.org.
Il programma di riforestazione di Fenice Verde si sostiene su Roots. Scegli il cantiere e la specie, regala un albero o adotta un ettaro: ricevi la posizione della pianta e gli aggiornamenti sulla sua crescita.
Il volontariato è una strada a sé: ti candidi, ti ricontattiamo noi e capiamo insieme dove sei utile. Ci servono mani e competenze diverse, anche poche ore al mese.
La candidatura è gratuita e non richiede l’iscrizione all’associazione: compili il modulo, ti ricontattiamo noi. Se per un’uscita sul campo servono il registro dei volontari e la copertura assicurativa, te lo spieghiamo nella risposta.
«Il super potere degli esseri umani è lavorare insieme per cambiare il mondo.» Scegli in base al tempo che hai.
A fuoco spento, indica sull’Osservatorio dove è passato l’incendio, con una foto e la data.
Segnala sull’OsservatorioSu Roots scegli il cantiere e segui la tua pianta: specie, posizione, cure e dati di crescita.
Vai a RootsEscursioni dove la natura sta rinascendo e giornate di impianto da novembre a febbraio. Le annunciamo nella newsletter.
AvvisamiCerchiamo partner che vogliano legare il proprio nome a risultati misurati sul territorio siciliano, non a promesse. Rendicontiamo separatamente ogni risorsa ricevuta per un progetto.
Tutte le donazioni arrivano su conti intestati a Fenice Verde APS. Il rendiconto approvato dall’assemblea e le relazioni annuali dei cantieri sono pubblici.
Home / Chi siamo
Fenice Verde è un’associazione di promozione sociale iscritta al Registro unico nazionale del Terzo settore. Nasce a Palermo nel settembre 2023 e lavora in tutta la Sicilia, con volontari assicurati e un Comitato Tecnico Scientifico che garantisce il rigore delle scelte. Siamo siciliani, e trasformiamo in azione la speranza di rinascita della nostra natura.
Foto: Riserva dello Zingaro — Giorgio Galeotti, CC BY-SA 4.0 (Wikimedia Commons — immagine illustrativa)
Siamo nati da una conversazione ad Amsterdam, al lancio del progetto europeo di ricerca LiFi sugli incendi, e da un gruppo di scienziati e cittadini che non voleva più rassegnarsi all’estate che brucia.
In tre anni abbiamo studiato quindici anni di dati satellitari, portato il catasto incendi sui giornali e nelle istituzioni, costruito il primo Osservatorio Incendi della Sicilia, formato guide e studenti. Nell’aprile 2026 il congresso ha eletto presidente Marco Miceli e aperto la fase di Fenice Verde 2.0.
L’11 aprile 2026 il congresso dei soci ha eletto Marco Miceli presidente e allargato il Direttivo a cinque persone. L’obiettivo è una guida più vicina ai territori, capace di trasformare il lavoro fatto in risultati stabili.
Ringraziamo Emiliano Farinella, presidente fondatore, e tutte le persone che hanno costruito i primi tre anni dell’associazione.
«Raccolgo questo incarico con profondo senso di responsabilità e con la consapevolezza di quanto sia prezioso il lavoro svolto fino ad oggi da chi mi ha preceduto e da tutta la nostra comunità.»
Marco Miceli, presidente di Fenice Verde
Ogni intervento segue la stessa sequenza. Chi ci sostiene sa in quale punto si trova il suo contributo.
Aree bruciate, catasto comunale, segnalazioni dei cittadini: prima di agire guardiamo cosa è successo e dove.
Una convenzione di amministrazione condivisa: il Comune resta titolare degli atti, noi portiamo lavoro volontario e competenze.
Il Comitato Tecnico Scientifico dà il parere, un dottore agronomo o forestale firma il progetto, gli uffici lo approvano.
Volontari, associazioni del territorio, scuole e imprese locali: ogni area ha intorno una rete che se ne prende cura.
Indicatori verificabili, relazione annuale pubblica, anche quando i risultati sono sotto le attese.
Sono le finalità del nostro statuto. Qui trovi cosa significano in pratica.
Rendiamo applicabili i vincoli sulle aree bruciate, aiutando i Comuni ad aggiornare il catasto e i cittadini a segnalare.
CatastoCon Radice Verde riportiamo il bosco su terreni comunali incolti o bruciati, con specie autoctone e cinque anni di cure.
Radice VerdePortiamo nelle scuole e alle guide escursionistiche l’ecologia del fuoco, e trasformiamo le aree riforestate in aule all’aperto.
FormazioneProgettiamo boschi che reggono un clima più secco: specie adatte alla siccità, impianti che interrompono il combustibile.
Le regoleCostruiamo reti locali che durano: associazioni, scout, protezione civile, pro loco e aziende agricole attorno a ogni area.
Le reti
| Ruolo | Chi |
|---|---|
| Patrocini gratuiti | Assessorato regionale del Territorio e dell’Ambiente; Presidenza della Regione Siciliana, Dipartimento della Protezione civile |
| Sostegno e partner | Sicily Environment Fund, che finanzia l’Osservatorio Incendi; INSFO PC, formazione operativa di protezione civile; COV Sicilia, coordinamento del volontariato |
| Comuni pilota 2025 | Carlentini (SR) e San Mauro Castelverde (PA): catasti provvisori pubblicati con cartografia digitale e osservazioni online |
| Reti europee | EU-Citizen.Science; CitiObs, la rete europea degli osservatori civici |
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